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Cosa deve avere il sito di una wedding planner

Il sito di una wedding planner deve mostrare il tuo stile e far scrivere le coppie. Portfolio, multilingua, velocità e modulo di contatto.

5 min di lettura

Il sito di una wedding planner deve far capire in pochi secondi che stile hai e a che tipo di coppie ti rivolgi, e poi rendere semplicissimo scriverti. Tutto il resto, dalle animazioni al blog, sta al servizio di queste due cose.

Chi cerca una wedding planner sceglie una persona a cui affidare uno dei giorni più importanti della sua vita, e lo fa quasi sempre da un telefono, di sera, dopo aver guardato altri dieci siti. Il tuo ha pochi secondi per sembrare quello giusto.

Un portfolio che parla al posto tuo

Le foto sono il cuore del sito, e vanno scelte con criterio. Meglio dodici scatti che raccontano il tuo modo di lavorare che sessanta che raccontano tutti i matrimoni che hai seguito. Una coppia che cerca la tua firma deve riconoscerla alla prima schermata, senza leggere niente.

Il tono del sito conta più di quanto si pensi. Per La Bonbon, il sito di Elena Ducoli, la scheda del progetto lo riassume così: un sito che racconta il mondo di Elena, con matrimoni curati in ogni dettaglio e sempre costruiti attorno alle persone. L’impaginazione e il ritmo delle immagini seguono quell’idea, e il sito somiglia a lei e a nessun’altra.

Una pagina che spiega come lavori

Molte wedding planner scrivono che sono appassionate e curano ogni dettaglio. Lo scrivono tutte, quindi non dice niente. Racconta invece come si svolge una collaborazione: cosa succede dopo il primo contatto e cosa vede la coppia durante i mesi di preparazione. Chi legge si immagina già dentro quel percorso, e questo vale più di un aggettivo.

Scrivi anche con chi ti piace lavorare. Un sito che dichiara che tipo di matrimonio sa fare meglio attira le richieste giuste e fa sbagliare strada a quelle che non ti interessano, e ti risparmia un sacco di preventivi inutili.

Il sito multilingua per le coppie che decidono da lontano

Se lavori con coppie straniere, il sito deve parlare la loro lingua prima del tuo primo messaggio. Una coppia che organizza un matrimonio dall’estero sceglie leggendo, e se trova testi in italiano e un traduttore automatico in alto a destra, passa al sito dopo. Ho fatto siti multilingua per progetti di eventi, tra cui quello di Irene Baselli, e il lavoro tecnico è più ordinato di quanto sembri.

Ogni lingua ha le sue pagine con i suoi indirizzi, così Google capisce a chi mostrare cosa. I testi vanno riletti da una persona che quella lingua la parla davvero, perché un matrimonio è fatto di sfumature e una traduzione sbagliata si nota. Chi sceglie una wedding planner sceglie anche quanto bene viene capito.

Foto pesanti, sito veloce

I siti di wedding planner sono pieni di immagini grandi, e le immagini grandi rallentano. Un sito lento da telefono perde le coppie prima ancora che vedano il tuo lavoro. La soluzione tecnica è semplice, ma va fatta. Si usano formati moderni come WebP e dimensioni calibrate sullo schermo che le mostra, e si carica per ultimo tutto quello che sta sotto la prima schermata.

La velocità fa parte dell’esperienza quanto la grafica. Una galleria che scorre senza scatti dà un’idea di cura che nessun testo può dare.

Perché un template ti rende uguale alle altre

Esistono tanti template pensati per wedding planner, con la stessa home e lo stesso carosello. Vanno online in un pomeriggio e ti costano poco. Il prezzo vero lo paghi dopo, perché una coppia che ha già visto quel layout su altri tre siti non ricorda il tuo. Il sito altrui non sarà mai tuo, e in questo settore, dove tutto si gioca sulla personalità, si vede.

Un servizio così personale non può avere una forma standard. Per questo costruisco ogni sito a mano con WordPress, partendo da come lavori tu. Una panoramica di come affronto questo tipo di progetto la trovi nella pagina sui siti web per wedding planner e location.

La tua faccia, nella pagina Chi sono

Dopo il portfolio, la pagina che le coppie aprono per prima è quella in cui ti presenti. Mettici una foto vera, un testo scritto con il tono con cui parli al telefono, e racconta come sei arrivata a fare questo lavoro. Chi sta per affidarti un giorno così vuole sapere con chi ha a che fare, e una pagina di frasi fatte non lo aiuta. Un tono caldo e diretto convince più di uno impeccabile, perché somiglia a quello che troveranno quando ti incontreranno.

Quando il sito è in piedi, un blog con articoli sul tuo territorio e sui matrimoni che segui è il passo successivo per farti trovare, ma ne parliamo a sito finito.

Se stai pensando a un sito che somigli a come lavori davvero, scrivimi dai contatti e raccontami che tipo di matrimoni vuoi fare. Nel frattempo apri i progetti di Irene e di Elena e guarda quanto sono lontani l’uno dall’altro.

E quindi

That's all folks.
Ora tocca a te.

Raccontami cosa hai in mente. Se non hai ancora niente in mente, va bene lo stesso: si parte sempre da lì.

Due chiacchiere e caffè?
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