Il tuo sito ha bisogno di una pagina per ogni servizio, perché Google risponde alle domande con una pagina alla volta, e una pagina che prova a rispondere a cinque domande di solito non risponde bene a nessuna.
Cosa intendo quando dico 1 servizio = 1 pagina
Succede spessissimo. Un’attività ha un sito con una pagina “Servizi” lunga, dove in mezzo a un elenco di voci c’è tutto quello che fa. Chi cerca una cosa precisa arriva lì, scorre, non trova subito quello che cercava e se ne va. Google fa lo stesso ragionamento in modo meno paziente: non sa bene di cosa parla quella pagina, quindi non la mostra a nessuno in particolare.
La regola che uso è semplice. Se un servizio è qualcosa per cui una persona potrebbe scrivere una ricerca su Google, merita una pagina. Una pagina con un titolo che dice quella cosa, un testo che la spiega davvero e un invito a contattarti che sta lì, nel punto in cui la persona ha appena capito di aver trovato quello che cercava.
Perché una pagina sola per tutto non funziona su Google
Google mostra pagine, non siti. Quando qualcuno cerca “restyling sito web”, il motore cerca la pagina che gli sembra la risposta migliore a quella domanda precisa. Se il tuo restyling è una riga dentro una pagina generica, la concorrenza con chi ci ha dedicato una pagina intera la perdi in partenza.
Titolo e indirizzo della pagina possono dire la stessa cosa del testo, e questo aiuta. Una pagina che si chiama /servizi/restyling/ e che parla solo di restyling manda un messaggio chiaro. Una pagina che contiene dieci argomenti ne manda dieci, e nessuno forte abbastanza.
Lo vedi anche sul mio sito. I miei servizi sono tre e ciascuno ha la sua pagina, a partire dai siti web su misura. L’e-commerce e il restyling hanno le loro. Ognuna ha le sue domande frequenti e i suoi progetti d’esempio. Non le ho messe in un unico blocco perché un negozio online e un restyling sono richieste diverse, fatte da persone diverse, e chi cerca l’una non vuole leggere dell’altra.
Un esempio con una wedding planner di Crema
Il caso che mi piace di più è quello di Irene Baselli. Organizza matrimoni ed eventi partendo da Crema e lavora anche all’estero. Il suo sito precedente aveva contenuti sovrapposti e un percorso poco chiaro per chi arrivava la prima volta. Quando ho rifatto il sito per Irene Baselli ho dato a matrimoni, destination wedding, eventi aziendali ed eventi privati una pagina ciascuno, con un ordine che accompagna chi legge fino al contatto.
Chi cerca una wedding planner per un matrimonio all’estero ha bisogno di leggere cose diverse da chi cerca qualcuno per una cena aziendale. Mescolarle in una pagina sola vuol dire parlare male a entrambi.
Anche da Morlacchi è andata così. Nel sito della Pasticceria Morlacchi, a Zanica, ogni specialità della casa ha la sua pagina, e il panettone ne ha una tutta sua, perché è il prodotto che la gente cerca per nome.
Come capire quali pagine servono al tuo sito
Parti da una domanda concreta: cosa scriverebbe un cliente su Google per trovarti? Prendi un foglio e annota le cose che fai, poi chiediti per ciascuna se qualcuno la cercherebbe da sola. Se sì, è una pagina. Se è un dettaglio di un altro servizio, resta dentro quello.
Non tutto deve diventare una pagina, e qui sta il trucco. Un dentista con tanti trattamenti non ha bisogno di una pagina per ciascuno il primo giorno. Ha bisogno di partire da quelli che portano più persone in studio, scritti bene, e di aggiungerne altri col tempo. Una pagina fatta di due righe copiate da un altro sito è peggio di nessuna pagina.
Il testo di ogni pagina deve rispondere a chi arriva. Cosa fai e per chi, come si svolge il lavoro e cosa succede dopo. Le domande che ti fanno al telefono sono la miglior scaletta che esista: scrivile come domande frequenti in fondo alla pagina e metà del lavoro è fatto.
Ogni pagina servizio ha anche un suo invito a contattarti. Da lì la persona ti scrive già sapendo cosa vuole chiederti, la richiesta arriva più chiara e tu perdi meno tempo al telefono a capire di cosa si parla. È una piccola differenza che si sente subito nel lavoro di tutti i giorni.
La home, intanto, resta l’ingresso principale e non deve spiegare tutto. Le basta raccontare chi sei e indicare la strada verso le pagine dove i singoli servizi vengono spiegati bene.
Cosa succede dopo, quando le pagine ci sono
Una volta che le pagine esistono, vanno collegate tra loro. Il servizio rimanda ai progetti che lo mostrano, i progetti rimandano al servizio, e tutto porta alla pagina dei contatti. Sono link che stanno nel discorso, dove una persona li cliccherebbe davvero, e Google li usa per capire come è fatto il tuo sito.
Tutto questo si fa in WordPress senza trucchi: pagine vere con indirizzi puliti e titoli scritti a mano per ognuna. L’importante è che il sito sia pensato così fin dall’inizio, perché sistemare la struttura dopo che il sito è già online è un lavoro più lungo di farla bene al primo giro.
Se il tuo sito ha una pagina servizi che dice tutto e non dice niente, raccontami come è fatto e vediamo da dove si parte. Puoi scrivermi dalla pagina dei contatti.