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Web designer freelance o web agency a Bergamo: come scegliere

Freelance o web agency a Bergamo? Quando conviene l'uno e quando l'altra, cosa chiedere prima di firmare e perché il sito deve restare tuo.

5 min di lettura

Un web designer freelance a Bergamo conviene quando vuoi parlare con la persona che il sito lo disegna e lo costruisce davvero. Una web agency ha senso quando il progetto è così grosso da richiedere più figure che lavorano in parallelo. Quasi tutti i siti di piccole e medie attività stanno nel primo caso, e ti spiego perché.

Lo dico da freelance, quindi sappi da che parte parlo. Per questo cerco di dirti anche quando l’agenzia è la scelta giusta, perché sceglierla per le ragioni sbagliate costa a tutti e due.

Con un freelance parli con chi lavora al tuo sito

La differenza più concreta è l’interlocutore. In un’agenzia di solito tra te e chi scrive il codice c’è qualcuno in mezzo: un account, un responsabile di progetto. Succede perché l’agenzia è organizzata così, e quando i progetti sono tanti serve. Con un freelance il messaggio che mandi arriva a chi sta costruendo la pagina, e la risposta arriva senza passaggi.

Lavoro direttamente con i miei clienti, senza intermediari, ed è una scelta che rivendico. Prima di fare il web designer facevo il project manager in un’azienda internazionale, quindi so cosa serve a un progetto per non perdersi per strada. Oggi quella parte la faccio io, insieme al design e allo sviluppo.

Quando una web agency ha più senso

Se ti serve una piattaforma grande, con più applicazioni collegate tra loro e una squadra che lavora su più fronti nello stesso momento, io non sono la risposta giusta.

Per tutto il resto, dal sito di uno studio professionale a quello di una pasticceria, una persona che fa tutto il percorso funziona benissimo. Quando serve una competenza che non ho in casa, come un copywriter o un consulente di comunicazione, collaboro con specialisti e te lo dico prima.

Cosa chiedere a un web designer di Bergamo prima di firmare

Le domande che contano sono poche e vanno fatte prima di firmare. Chiedi chi scrive il codice del tuo sito e se verrà costruito a mano o su un tema comprato. Chiedi anche cosa succede dopo la messa online, perché è lì che molti spariscono, e se gli accessi al dominio e al sito saranno tuoi dal giorno della consegna.

Fatti dire come si lavora insieme. Io ti mostro il design prima che il sito esista, così le correzioni costano una chiacchierata e non ore di sviluppo da rifare. Un web designer che ti fa vedere il risultato solo a lavoro finito ti chiede di dire sì a qualcosa che non hai potuto valutare.

Controlla anche che sappia di SEO, perché un sito bello che nessuno trova serve a poco. Io lavoro con la regola un servizio, una pagina: Google capisce meglio un sito quando ogni pagina risponde a una domanda sola.

Chiedi anche di vedere siti veri. Aprili dal telefono, guarda quanto ci mettono a caricare, prova a cliccare dove un cliente cliccherebbe. Se il web designer ti mostra solo schermate in un PDF, ti sta mostrando un’intenzione e non un risultato. Nel mio portfolio trovi siti online da aprire e provare.

Il portfolio dice più del preventivo

Un portfolio ti dice due cose che un preventivo non può dirti. La prima è se i siti si somigliano tra loro: quando sono tutti identici, vuol dire che c’è un template sotto. La seconda è se il web designer ha capito il cliente. Per lo Studio Sallorenzo il sito racconta un’idea precisa di odontoiatria, attenta alla persona e il meno invasiva possibile, e si legge proprio così.

La Pasticceria Lunetta, a Bergamo, mi ha chiesto colori lontani da quelli delle pasticcerie classiche. Niente rosa confetto, niente decorazioni retrò. Un freelance che ti ascolta ti porta a una cosa così. Un’agenzia con un format da applicare a tutti ci arriva più di rado, perché il format è la sua ragione di esistere.

Il sito resta tuo, e va messo per iscritto

C’è un punto che pesa più del prezzo: a chi appartiene il sito. Il sito altrui non sarà mai tuo, e lo dico anche per quelli che ti propongono una piattaforma in abbonamento da cui non puoi uscire senza ricominciare da capo. Con WordPress fatto a mano il sito è tuo, il codice anche, e puoi portarlo dove vuoi.

Poi c’è la formazione. Alla fine ti insegno a gestirlo, perché l’obiettivo è che per cambiare una foto o aggiornare un testo tu non debba scrivermi. Se un giorno hai bisogno di me, ci sono. Mi piace che tu mi cerchi perché ti va, e il sito deve lasciarti libero di farlo.

Come scegliere senza complicarti la vita

Bergamo è abbastanza piccola da permetterti una cosa che nelle grandi città diventa un lusso: incontrare di persona chi ti farà il sito. Una chiacchierata ti dice più di dieci pagine di presentazione. Guarda se ti ascolta e se ti fa domande sul tuo lavoro prima di parlare di tecnologia.

Per me i progetti che non mi convincono sono un motivo di rifiuto, e lo trovo onesto verso chi me li propone. Se hai un sito da fare e vuoi capire se lavoriamo bene insieme, scrivimi dalla pagina dei contatti. Una telefonata o un caffè non ti costano niente, e il primo preventivo arriva con le voci separate, così sai cosa stai comprando.

E quindi

That's all folks.
Ora tocca a te.

Raccontami cosa hai in mente. Se non hai ancora niente in mente, va bene lo stesso: si parte sempre da lì.

Due chiacchiere e caffè?
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